L’Angelo Mai torna libero, sabato la festa per la riapertura

 

Roberto Ciccarelli, ROMA, 4.6.2014 “Il Manifesto”

Assedio ai movimenti. La preoccupazione è per le famiglie sgomberate dalle Acacie e dall'ex Hertz. Il problema «non è risolto, ma noi non ci siamo mai arresi»

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L’Angelo Mai, il cen­tro di cul­tura indi­pen­dente seque­strato dalla magi­stra­tura romana il 19 marzo scorso nell’ambito dell’inchiesta sul Comi­tato popo­lare di lotta per la casa per il reato di asso­cia­zione a delin­quere, è stato ria­perto ieri mat­tina verso le 11. L’«Osteria di Pina» che, secondo l’accusa, sarebbe stato uno dei luo­ghi dov’è avve­nuta la pre­sunta estor­sione ai danni degli occu­panti delle ex scuole Hertz e in via delle Aca­cie entrambe sgom­be­rate, resta ancora sotto sequestro.

«Oggi siamo felici — hanno detto gli atti­vi­sti nel corso di una con­fe­renza stampa — Alla luce di un periodo di segno poli­tico dav­vero scuro, rien­trare qui per noi è una vit­to­ria della città e di chi crede nel valore della cul­tura indi­pen­dente in Ita­lia». Sabato si pre­para una festa a cui èstata invi­tata la città che in tre mesi ha con­di­viso il pro­getto dell’Angelo Mai, par­te­ci­pando in massa ai con­certi di pro­te­sta nel vicino Parco di San Seba­stiano. Le facce, e i discorsi erano tesi ieri alle terme di Cara­calla dove sorge que­sto edi­fi­cio rego­lar­mente asse­gnato dal Comune di Roma e rige­ne­rato dagli attivisti.

«A Torino, a Genova e a Roma assi­stiamo ad una repres­sione sfac­ciata e sem­pre più vio­lenta — hanno detto gli atti­vi­sti — Viviamo in una città dove l’amministrazione è tal­mente debole da avere lasciato un vuoto col­mato dall’alto». Alla con­fe­renza stampa hanno par­te­ci­pato il capo­gruppo di Sel in Cam­pi­do­glio Gian­luca Peciola, l’ex pre­si­dente del X Muni­ci­pio e can­di­dato per la lista Tsi­pras alle euro­pee San­dro Medici, la con­si­gliera di Roma Capi­tale Erica Bat­ta­glia (Pd).

Sono inter­ve­nuti anche i Motus, una delle com­pa­gnie tea­trali ita­liane più vicine ad un’idea di poli­tica cul­tu­rale che valo­riz­zino il con­tem­po­ra­neo e garan­ti­scano a «luo­ghi spuri» come l’Angelo Mai «la pos­si­bi­lità di far incon­trare gli arti­sti e i cit­ta­dini, la difesa dei diritti sociali fon­da­men­tali con l’espressione di una ricerca indi­pen­dente, ormai impos­si­bile nei cir­cuiti ufficiali».

La com­ples­sità di que­sto con­sor­zio umano com­po­sto da intrecci sociali, cul­tu­rali e poli­tici ieri è stata testi­mo­niata anche dalla par­te­ci­pa­zione della rete «Deli­be­riamo Roma» nella quale sono impe­gnate decine di asso­cia­zioni e movi­menti che stanno rac­co­gliendo le firme per quat­tro deli­bere popo­lari sull’acqua, l’uso sociale del patri­mo­nio immo­bi­liare abban­do­nato, la scuola pub­blica e la finanza sociale.

L’Angelo Mai fa parte di que­sta vasta com­pa­gine. «Que­sti sono spazi fra­gili — hanno aggiunto gli atti­vi­sti — biso­gna fare un ragio­na­mento che vada oltre la rego­la­riz­za­zione della ven­dita di alco­lici o della Siae». Si pensa alla riscrit­tura della deli­bera 26 con la quale nel 1995 la giunta Rutelli mise in regola decine di spazi sociali. La pre­oc­cu­pa­zione è per le fami­glie sgom­be­rate dalle Aca­cie e dall’ex Hertz. Il pro­blema «non è risolto, ma noi non ci siamo mai arresi».